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Collaborazione occasionale: cos’è e come funziona

Collaborazione occasionale: natura e caratteristiche

La collaborazione occasionale è un contratto di lavoro autonomo regolato dall’articolo 2222 del codice civile e seguenti.
Può essere svolto, senza particolari limitazioni, da qualsiasi soggetto anche se già impegnato in altra attività lavorativa e può interessare differenti e varie attività lavorative, dalle prestazioni d’opera tipicamente intellettuali a quelle materiali.
Si caratterizza per la contemporanea presenza di tre elementi specifici:

a) Autonomia della prestazione, ovvero l’assenza di subordinazione al committente;

b) Assenza di coordinamento, ovvero senza l’inserimento funzionale del collaboratore all’interno dell’organico aziendale o del ciclo produttivo;

c) Temporaneità, tanto in termini di durata della prestazione quanto di sua occasionalità. Ad esempio, è bene ricordare che l’occasionalità della prestazione non può essere considerata occasionale la prestazione esercitata abitualmente con partita Iva. L’autonomia e l’assenza di coordinamento identificano, pertanto, una prestazione d’opera rispetto alla quale il lavoratore è pienamente indipendente per ciò che concerne l’organizzazione del lavoro, tanto in termini di giorni ed orari, quanto in termini di programmazione e gestione delle attività.

Collaborazione occasionale: principali adempimenti

È sempre consigliabile, ma non obbligatoria, la sottoscrizione di una lettera di incarico fra le parti. Il pagamento dei corrispettivi avviene tramite presentazione da parte del collaboratore di ricevute con ritenuta d’acconto del 20% sul totale lordo. La certificazione dei redditi complessivi erogati spetta al datore di lavoro che l’anno successivo li attesta all’Agenzia delle Entrate. Relativamente all’avvio o alla cessazione di una collaborazione occasionale non è richiesta, invece, alcuna comunicazione agli enti preposti poiché non sussiste l’obbligo del modello Unilav.

Collaborazione occasionale: regime fiscale

Il regime fiscale delle collaborazioni occasionali è regolato dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. 917/86, art. 67), è sottoposto a tassazione IRPEF e va indicato in sede di dichiarazione dei redditi negli appositi quadri previsti dal modello 730 o dal modello Unico a seconda di quello utilizzato.
Si può essere esonerati dal presentare la dichiarazione dei redditi solo nel caso in cui i redditi complessivi percepiti siano di importo inferiore a €. 4.800 lordi annui. È importante, quindi, ricordare che il pagamento della ritenuta d’acconto nella misura del 20% non esaurisce necessariamente tutti gli obblighi fiscali del lavoratore, il quale dovrà sempre tenere in considerazione i guadagni complessivi derivanti anche da diverse attività ad integrazione dell’aliquota Irpef da pagare.

Collaborazione occasionale: regime contributivo

Relativamente al regime contributivo, ci possiamo trovare di fronte a due casistiche:

    • la collaborazione occasionale si caratterizza per autonomia, mancanza di coordinamento e temporaneità della prestazione ed il compenso annuo complessivo – sommando quanto percepito da diversi committenti – non supera i 5.000 euro (sommando quanto percepito da ogni committente): in questo caso la prestazione non è soggetta a contribuzione Inps, né ad assicurazione Inail;
    • la collaborazione occasionale si caratterizza per autonomia, mancanza di coordinamento e temporaneità della prestazione ma il compenso annuo complessivo – sommando quanto percepito da diversi committenti – supera i 5.000 euro (sommando quanto percepito da ogni committente): in questo caso la prestazione è assoggettata all’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata Inps ed al versamento dei contributi previdenziali secondo le aliquote previste dall’Inps annualmente per i collaboratori ed assimilati.

Aliquote previste per i collaboratori ed assimilati (Circolare Inps 18/2018):

  • Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche e per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL → 34,23%
  • Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche e per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL → 33,72%
  • Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria → 24%

La ripartizione del versamento contributivo nella misura di 1/3 è a carico del collaboratore e nella misura di 2/3 del committente.

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